Fighi sul metrò – красавцы в метро

Aprile 15, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parole del giorno: внимание, красавцы на метро – attenzione, fighi sul metrò.

Data la velocità supersonica con cui finiscono i generi di prima necessità (l’unico simil-pane bianco mangiabile e la buonissima crema bicolore sotto-sottomarca della ciaocrem made in Russia), ormai il supermercato davanti alla stazione della metro Kievskaja è diventata la nostra seconda casa, rifugio e ospizio.

L’unico PIIIIIICCOLO inconveniente del suddetto supermercato è l’essere irraggiungibile a piedi dal malefico obshejitie, costringendoci ogni volta a un mirabolante viaggio sulla metro, in ora di punta, con tre buste della spesa a cranio PIU’ il bottiglione da sei litri d’acqua (bere l’acqua del rubinetto? Meglio di no, come vi spiegheremo nel post “Parassita a lunga conservazione”).

Ogni santa volta, comunque, vuoi per attitudine a tagliare le ali di folla stile vichingo incazzoso, vuoi per un certo phisique du role che permette rapidi sguizzamenti in direzione sedile, io e Elena riusciamo sempre a trovare un posto dove scaraventare le nostre stanche membra e sfuggire alla calca mortale della gente cтоящие (in piedi uHASUhasu). E ogni santa volta, immancabilmente, davanti a noi si piazzano dai due ai quattro giovani virgulti di Grande Madre Russia, rigorosamente in posa “figobeofotomodeo”, con un braccio poggiato sulla sbarra sopra la loro testa e il corpo stilosamente proteso verso il nulla.

Avete presente i servizi fotografici con la gente che si mette in pose strane in boxer Armani? Ecco, esattamente così. E ovviamente, una buona percentuale di loro, approfittando della posizione “avvoltoio sul letto della nonna”, si mettono allegramente ad osservare la Elenina seduta al mio fianco.

Poveri uomini, ci si mettono davvero di impegno. Peccato che la suddetta Elenina, immancabilmente:

-Mi guardi con fare circospetto, della serie “ci siamo già capiti”

-Sorrida nervosamente guardando il nulla

-Incominci a ridere senza freni, dando la colpa a ME che la faccio ridere (dice lei), facendo finta di ridere con me per nascondere agli occhi del mondo la crudele verità: ci sono due figoni che la guardano con occhi assorti, in una posa che mette in rilievo la plasticità dei loro corpi scolpiti, e lei gli ride in faccia, ovvio.

Quindi, se passate per la metro di Mosca e vedete anche voi tali individui, compatiteli: da qualche parte, c’é un’Elenina che, alla facciaccia loro e di tutti i loro sforzi, si sbrega al sol pensiero.

Franz

AVVISO ALLE GENERAZIONI FUTURE

Aprile 13, 2009 di arcipelagoobshejitie

Seconda parola del giorno: il bidet - биде

Questo breve ma intenso post di oggi, vuole essere un memento alle prossime orde di sslmittiani che decideranno di avventurarsi fra i corridoi dell’arcipelago, nonché a chiunque decida di soggiornare in uno studentato durante il suo viaggio in Russia. Dite definitivamente addio ad ogni comodità che le vostre case offrono, e ricordate questi semplici punti:

1- Lo sporco si crea da sè in 5 minuti, anche se lavi, subito dopo è di nuovo come prima.

2- Se sei allergico alla polvere forse dovresti pensare se preferisci rischiare lo shock anafilattico ogni giorno e imparare il russo,        o sopravvivere.

3- Sei un amante della pulizia intima e quindi usi il bidet? Scordatelo.

4- Se ti mettono in stanza con un tedesco, diffida, o, se proprio non puoi evitarlo, aspetta almeno 10 minuti prima di entrare in            bagno dopo di lui.

5- Ricorda che il sovracitato tedesco non ti saluterà mai, x cui non ti sforzare a salutarlo tu, non ne vale la pena. 

                               (ogni riferimento nei punti 4 e 5 a persone realmente esistenti NON è del tutto casuale)

6- Ricorda di chiudere la porta della stanza pattumiera che si trova al tuo piano, altrimenti morirai di asfissia in 5 secondi.

7- In generale non ti aspettare molto, anzi, non ti aspettare niente!!!

8- Stai sicuro che nonostante tutto questo, prima o poi ti adatterai, e te la vivrai benissimo!

9- Non è ancora morto nessuno, x cui stai pure tranquillo!


Rob

 

Стиральная машина – la lavatrice (post tossicodipendente-style)

Aprile 13, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno: стиральная машина – Lavatrice

Mettiamo che uno di voi, in evidente overdose da caffeina, si faccia venire l’improvvisa e impellente necessità di lavare tutti i maglioni usati durante i primi 12 giorni di soggiorno moscovita. E non già per improvvisa sindrome di Bree van Der Kamp, ma per semplice e pragmatica constatazione del fatto che si, la canotta rosa con il coccodrillo è di un fashion abbacinante, ma benché la primavera moscovita avanzi, la temperatura non sale oltre i dieci gradi neanche a pregarla. E che quindi urge avere qualcosa di più, come dire, coprente e riscaldante.

Mettiamo che tutto il processo di lavaggio debba avvenire rigorosamente a mano, perché in questo posto dimenticato da Stalin e dagli uomini é arrivato il capitalismo, l’economia globalizzata, financo la wireless, ma non il concetto che la lavatrice è un diritto inalienabile dell’uomo.

Упражнение 1: calcolare il numero di imprecazioni emesse nel tentativo di lavare numero OTTO maglioni in un lavandino di misure cm 40×30 contenuto in un bagno di cm 80×80. Ai fini del conteggio finale, ci si rammenti di aggiungere il bonus per tutte le volte che uno dei suddetti maglioni, in piena fase di lavaggio e pertanto grondante ettolitri d’acqua, si é schiantato al suolo sul poco raccomandabile pavimento del suddetto bagno.

Mettiamo poi che l’unico spazio a disposizione per stendere i pregiati capi di vestiario così solertemente lavati siano n° 4 fili, messi sopra la doccia ai tempi della presidenza Krushev, tesi come le rughe di una settantenne e altrettanto funzionali ai fini del sistema.

Упражнение 2: calcolare il numero di calorie spese durante il numero di elevata acrobazia necessaria per

- riappendere i fili al malefico gancio traditore

-rimanere in equilibrio sui bordi della vasca tenendo con una mano un capo del filo, due maglioni grondanti e con l’altra l’asta della tenda della doccia, che, giustamente, reclamando i suoi 15 minuti di celebrità, decide di scatafasciartisi addosso mentre cerchi un appiglio sicuro visto che hai un piede su un bordo della vasca, uno sull’altro, e la mente impegnata a scacciare immagini sfocate della tua adolescenza, in cui guardavi l’asse di equilibrio e simulavi anche la peste bubbonica pur di non doverci mettere un piede sopra.

E siccome la ginnastica artisticamente fantasiosa della sciorinatura dei panni prevede anche la gara a gruppi, via con la coreografia numero due, dove abbiamo:

-Lena in piedi sul bordo della doccia, con il solito strafottuto filo in mano, che in modo plastico e aggraziato si tende verso un chiodo piantato nel muro ai tempi della rivoluzione

-Anna che ancor più graziosamente si protende verso il lato opposto del muro, muovendosi sinuosamente per evitare l’impiccagione mezzo filo del  bucato e percuotendo con forza l’aggeggio che tiene fermi i quattro malfermi spaghi.

-Qualcuno che, deciso che il bordo della doccia/asse di equilibrio reloaded non fa per lei, regge Lena sperando di non lasciarla spatafasciare giù.

Grado di difficoltà: 3 palle su 3, considerato il fatto che il tutto è stato eseguito alla perfezione ridendo come imbecilli.

Cosa ci insegna questa favola?

A) che urge una lavatriceeeeeeeeeeeeee (e nei corridoi dell’arcipelago si mormora di un monopolio cinese su una certa lavatrice occultata chissà dove. Indagheremo)

B) che passare da quota zero a mille grammi di caffeina per day è pericoloso per la mia incolumità. Ma soprattutto per quella altrui.

Franz

Читательный билет – tessera della biblioteca

Aprile 11, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno : tessera della biblioteca – читательный билет

Sabato mattina, ore 8:15 suona la sveglia!Come al solito Fra la spegne e continua a dormire, invani tutti i tentativi della sottoscritta di svegliarla!Io, Anna e Mari prese da un attivismo inspiegabile per le 9:00 siamo già pronte. Francis finalmente va in doccia e per le 9 e 30 riusciamo ad uscire di casa, destinazione il parco di Ismailovskaja, in completa periferia di Mosca. Dopo un lungo viaggio in metro cercando di trascinare Fra che se non beve il caffè per colazione ha la lentezza di un bradipo, arriviamo al parco! Senza badare troppo, o per lo meno cercando di nn pensare allo strato di neve che ricompre il bosco, scendiamo allegre e ci ritroviamo circondate dal vuoto totale… Ci inoltriamo nel bosco e ci osserviamo attorno per cogliere anche la cosa più insignificante della fauna russa. Percorso un breve tratto un lupo/cane (ancora nn ben identificato)  corre verso di noi e per poco scampiamo dal rischio di essere sbranate !!! Facciamo il punto della situazione: può essere che siano da queste parti dei mercatini??Consultiamo la cartina ed ecco che si scopre che dovevamo scendere alla fermata prima! Nel  pomeriggio per disgrazia ci capita di passare davanti alla biblioteca  Pushkin e si decide di entrare!Non bastava aver rischiato la vita nel parco, volevamo di più: la disperazione totale. Entriamo in biblioteca, pare vuota, strano che ancora nn ci abbiano assaliti dicendoci che nn si può entrare!Entrando nella prima stanza c viene spiegato in due parole che нужно записаться (bisogna iscriversi).Cambiamo stanza per l’iscrizione,per la quale bisogna mostrare il passaporto, lasciare l’indirizzo dell’alloggio, della stanza e, perchè no, anche la misura delle scarpe!Il tutto ci richiede un’ ora di tempo..Non possiamo prendere in prestito libri ovviamente!Solo guardare,sempre che ci siano, perchè molto spesso sono semplicemente file chilometriche di cassettini minuscoli e nn si vede l’ombra di un libro, e t viene giustamente da chiederti…ma allora che caxxo la faccio a fare la tessera!Ma dai alla fine ce l’abbiamo fatta raga!!Andiamo, si entra in biblioteca! Apriamo la prima porta davanti a noi, chissà, sarà li che dobbiamo andare??Giusto il tempo di pensarci un pò su e subito una signora dall’aria gentile ci apre la porta e c chiede Девушки, что вы хотите? Cosa volete? E ci sbatte la porta in faccia!!!
Consiglio del giorno: dite NO ai paesi che nn aderiscono a Schengen :-)
Lena

L’ELETTRICISTA – электрик

Aprile 9, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno: розетка - Presa


Prendi uno studente al terzo anno di russo di scuola interpreti, al quale è stato insegnato tutto sulle parole della letteratura e delle lettere commerciali, ma niente di vocabolario tecnico. Prendi una sudicia stanza in un dormitorio dell’univesità di Mosca. Prendi l’intero sistema elettrico di questo dormitorio, di cui tutto si può dire, tranne che sia funzionante. Predi infine una presa che fa le scintille quando inserisci una spina e che smette di funzionare subito dopo. Ecco, queste sono le premesse ideali per l’incontro perfetto: quello con l’elettricista. Tu gli apri, cerchi di spiegargli (invano) qual è il problema e, non riuscendoci a parole, passi ai gesti. Rischi di metterti a ridere piangendo solo a pensare a quanto cretino devi sembrare mentre cerchi di spiegare con le mani le parole: scintilla, spento, non funzionante. Ma alla fine, con l’alone sotto l’ascella, e qualche capello bianco in più, ci riesci: ha capito. Ti dice qualcosa che ovviamente non capisci, tu gli rispondi: “DA, DA DA, DA”, e alla fine di questa interessante conversazione ti dice finalmente una cosa che capisci: “TU NON DEVI AVER FATTO MOLTA FISICA A SCUOLA, VERO?” Eh, no, tesoro, sai com’è..l’ho fatta in italiano! Esce, presumibilmente per prendere qualcosa che gli servirà per riparare il danno, e tu aspetti, tanto, aspetti. La vescica scoppia e decidi di andare in bagno, ed è proprio in quel momento che lui ribussa. Lasci quindi tutto a metà, gli apri e osservi cosa sta facendo, mentre lui, imperterrito, continua a dirti altre cose, alle quali tu rispondi col solito: “DA, DA, DA, DA…” Intanto stai perdendo la lezione di praktica reci, alla quale tutto sommato non avevi molta voglia di andare, ma almeno hai un capro espiatorio. Quando finisce esce ti saluta, tu lo saluti, e tutto eccitato provi a vedere se la presa funziona: ovviamente no. Eh, vabbè.. Chissà che funzioni più tardi!


Rob


Aggiornamento: LA PRESA FUNZIONAAAA, OH GRAZIE SAN BULAT OKUDZHAVA DA MOSKVA! OHOHOHOHOO

познакомьтесь! – fate conoscenza!

Aprile 7, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno: познакомьтесь! – fate conoscenza!

Prima di partire, una delle raccomandazioni più frequentemente ripetute dai 22 genitori degli undici valorosi russisti adesso dispersi per Mosca è stata la seguente:

(da leggere tutto in un unico respiro. Se non ci riuscite tranquilli, i parenting skills prima o poi arriveranno anche a voi) mettitilamagliadilana/nonberealcolici/escisempreconcappottocappeloesciarpa non parlare con gli estranei perché con la conoscenza del russo che hai, chissà in che casini ti vai a impelagare.

Paturnie genitoriali a parte (e completa mancanza di fiducia nelle capacità filiali, ma vabbé), tale raccomandazione non ci è sembrata totalmente campata in aria, anche perché nelle nostre bacate menti si sono materializzati i seguenti scenari:

Situazione A: facciamo una domanda. ci viene gentilmente data una risposta. Non la capiamo, ergo chiediamo di ripetere. alla quarta volta che il povero moscovita ripete la sua gentile risposta, un raptus di follia si impossessa di lui, ci fa a pezzi e ci butta nella Moscova. L’assicurazione recupera quel che resta di noi, ormai formato pollo arrosto, e ci rispedisce in Italia. E trova una scusa per non pagare perché, si scoprirà, non copre i casi in cui la gente si fa ammazzare da indigeni incazzati per la loro poco conoscenza del russo.

Situazione B: Facciamo una domanda. ci viene gentilmente data una risposta. La risposta inizia ad espandersi nel tempo, e dopo venti minuti siamo ancora lì a tentare di staccarci la piattola moscovita perché ormai ne abbiamo stracolmi i cosiddetti. Non sappiamo come sfancularlo, ergo sopportiamo in silenzio sperando che qualcuno di noi trovi un modo geniale, una выражение (frase o espressione) qualunque per mandarlo all’inferno.

Situazione C: facciamo una domanda, ci viene gentilmente data una risposta di lunghezza superiore a tre periodi complessi e per di più la piattola inizia anche a provarci. Ancora più divertente la ricerca disperata di un modo per mandarlo all’inferno prima che inizi a declamare Pushkin  e ci chieda in matrimonio.

Immaginate quindi che bello poi, andare a lezione di практика речи (conversazione), e sentirsi consigliare quanto segue:

“fate conoscenza con moscoviti random per la strada, sulla metro, nelle file per i musei..è un’ottima occasione per parlare, fare pratica e poi conoscerete tanta gente nuova a scopo puramente didattico.”

Per la scrivente questo suona quasi come un invito a nozze, data la propensione e soprattutto alla mia piena disponibilità alla conoscenza con giovani moscoviti dai capelli color del grano e occhi color del mare. Però realizzo anche che la conoscenza a scopo didattico potrebbe essere clamorosamente fraintesa e portare non già a una fantastica occasione di praticare gli skills in conversazione russa, ma in un’occasione ancor più unica di approfondire le conoscenze di linguaggio giuridico russo tentando di non finire in galera con una denuncia per adescamento.

Quindi, se non dovessimo più essere sul web, se il nuovo gruppo su Facebook “adotta anche tu un militare russo ventenne” dovesse languire, se insomma non ci fossero più nostre notizie, preparatevi a pagare la cauzione per tirarci fuori dalla galera.

In dollari по курсу (al tasso di cambio del giorno, ergo,  IN RUBLI!!!!!!!! Lunga storia, altro post.), s’il vous plait.

Franz

выходный день – giorno festivo

Aprile 5, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno: выходный день – giorno festivo

Avete un debole per i ragazzi biondi dagli occhi azzurri?

Pensate che potreste amare alla follia un uomo che vi guarda, con gli occhi color del mare concentrati sul vostro volto, sui ogni vostro singolo gesto e che, silenzioso, vi ascolta con l’aria attenta di chi pensa che nelle vostre parole risieda la verità assoluta?

Siete convinti che in amore “words are very unnecessary/they can only do harm” e pensate che il body language, il facial language, il written language e qualunque altro language possano sostituire la dannosa, equivoca, pedante e ripetitiva comunicazione verbale?

Se la risposta a tutte queste domande è sì, e, per puro incidente, subite il discreto fascino della divisa e potreste passare le ore a contemplare i colbacchi della milizia per capire cosa diavolo hanno messo al posto dello stemma con falce e martello…

….la metro di Mosca è il posto che fa per voi!

Le selezioni per il principe azzurro dal nero colbacco sono aperte ogni domenica del mese, dalle 10 alle 20, in una qualsiasi fermata della metro di Mosca.
Punti extra sono previsti se riuscirete ad attirare l’attenzione dei suddetti esemplari con il solo ausilio del vostro incantevole charme e non perché state fotografando le volte della fermata di Komsomolskaja e un gruppetto di miliziani vi guarda assorto tentando di capire se siete degli stupidi turisti o dei terroristi in potenza.

E anche se Giulietta tentava di convincere Romeo che ” a name’s just a name”, nel caso in cui i cerulei occhi dei miliziani si poggino su di voi, lasciando intendere di volervi riservare un quantitativo discreto del loro preziosissimo tempo, tenete pronto il kit di sopravvivenza e di identificazione versione base.

Uh, già, dimenticavo:

Kit base di sopravvivenza e identificazione

1) passaporto: si, esatto, quello che avete spedito in consolato e che è stato smaneggiato da un numero imprecisato di solerti funzionari e altrettanto solerti guardie doganali. Si, proprio quello dove vi hanno spiaccicato un visto con il vostro nome in buffe lettere illegibili. Si, sempre quello dove vi hanno attaccato un’assicurazione che promette il ritorno delle vostre spoglie mortali anche in comode rate con frequenza variabile.

2) Migrazionnaja karta: Il foglietto bianco che vi hanno compilare mentre il pilota del vostro aereo bound to Domodedovo cominciava a preoccuparsi di quanto mancasse all’atterraggio. Diviso in due parti, una delle due vi è stata sicuramente fregata dalla guardia della dogana, che non avrà perso occasione per farvi delle domande in russo pensando nel frattempo che quel viaggio di studio…ecco, magari vi servirà davvero. L’altra parte non la dovete asssssolutamente perdere. Cucitevela nella tasca dei pantaloni. Nelle mutande, se proprio non vi fidate. Una graffetta per tenerla nel passaporto potrebbe essere una misura adeguata. Ma meglio abbondare.

3) Registrazija: altro grazioso foglietto formato A5, che probabilmente vi è stato rilasciato dopo l’ennesima fotocopiatura di passaporto e visto d’ingresso. Questo piccolo fogliettino è IL documento. Da lui dipendono la vostra vita tranquilla o la multona in Piazza Rossa e casini all’ambasciata. Brevemente spiegato: vi ricordate l’invito che deve arrivare da un russo perché voi possiate richiedere un maledetto visto? Bene. Grande Madre Russia, però, è abbastanza previdente da sapere che, se voi foste dei maledetti furbacchioni, sareste perfettamente capaci di farvi invitare dallo Sheraton di Mosca per poi darvela rapidamente a gambe, facendovi ospitare dal cugino dello zio che ha sposato una segretaria siberiana o, peggio, per sparire e darvi alla macchia e alla latitanza. Per evitare che tali casi si verifichino, entro tre giorni dal vostro ingresso in Russia dovete farvi consegnare la registrazione dall’ente o dal tizio che vi ha invitato. E per l’amor di Dio, riconsegnateglielo prima di partire. Perché se vi venisse la malsana idea di tornare in Russia, il vostro visto potrebbe trovare insormontabili ostacoli per il fatto che voi, dalla Russia, non siete mai totalmente andati via. (e no, l’assicurazione non c’entra.)

4) Studenceskij bilet: Questo è IL pass. Per entrare nei musei a due euro, per poter sbeffeggiare il gorilla che si occupa della sicurezza della facoltà e che si approfitta della sua posizione dominante, del suo essere madrelingua russo e del tuo essere appena arrivata per cazziarti quando tenti di entrare nell’università per andare a RITIRARE la suddetta carta. Roba da schiaffeggiarlo con la custodia in similpelle blu della carta.

Per adesso, è tutto.
Felice di vedere che anche qualcun altro si è finalmente deciso a sfruttare questo blog per raccontare la sua porzione quotidiana di momenti surrealisti ;)

Franz

IL PIAN (OVVERO L’UBRIACONE)

Aprile 5, 2009 di arcipelagoobshejitie

Ebbene, anche questa esperienza doveva essere fatta in Russia… Dopo tutto quello che Francesca ha raccontato, eccoci alla cosa peggiore: un ubriacone, ovviamente ubriaco, che ci prova con te e anche con due ragazze (cfr Michela e Krizia) mentre tu stai aspettando come un profugo sotto un portico per ripararti dalla pioggia, con mille sacchetti della spesa, che le altre riescano a prendere dall’università i tuoi dati della registrazione. Ebbene anche questa è successa, e se la “vera” proprietaria del blog me lo permette, con questo intervento vorrei aprire la rubrica STRANNYE VESHI, COSE STRANE. A presto lettori!

ROB

нельзя курить – vietato fumare

Aprile 4, 2009 di arcipelagoobshejitie

Parola del giorno: зажигалка – accendino

Ok. I russi sono strani, e fin qua ci siamo.

Vagano in calze velate 10 denari con due gradi e la neve, girano in mezze maniche ovunque ci siano più di dieci gradi e piuttosto che deviare la loro traiettoria sul marciapiede di mezzo millimetro preferiscono tentare la via quantica e attraversare il tempo, lo spazio e soprattutto le tue membra con il loro corpo. Con poco successo, chiedete alla povera Elenina.

Ma soprattutto, i russi fumano. Tanto. E in tanti, a quanto pare.

La leggenda vuole che quasi il 70% di loro fumi. E come disperati. Però l’obshejitie è disseminato di rilevatori di fumo. E dopo l’una di notte, ora della chiusura delle porte del paradiso, non si può neanche oltrepassare la porta per andare a fumare nel portico. Atroce, soprattutto se il tuo organismo è ancora due fusi orari più in là e brama la sigaretta post-cena.

Qui a Mosca, sulla Красная площадь (o Piazza Rossa) che dir si voglia, è severamente, clamorosamente vietato fumare. In caso di colpevole sfumacchiata all’ombra delle cupole di San Basilio, multone e reprimenda.

Va bene, vostro onore, lo ammetto, sono colpevole. Fortunatamente nessuno mi ha visto fumare soddisfatta la mia camel d’ordinanza. Anche perché tentare di spiegare alcunché ad un poliziotto è ben al di là delle mie possibilità.

Però il premio stronzaggine dell’anno 2009 va a quei due bastarderrimi figli di grande madre Russia che, all’ombra del mausoleo di Lenin, mi hanno gentilmente prestato il loro accendino (e qua avrei dovuto sospettare che c’era una fregatura…), aiutandomi anche ad accendere la cicca della discordia facendomi scudo contro le raffiche feroci di vento gelido (e qui davvero, sono una broccolona io…)…Simpatici umoristi…

Franz

Dormitories life – жизнь в общежитии

Aprile 2, 2009 di arcipelagoobshejitie

Arrivammo, arrivamo, не беспокойтесь (non vi preoccupate..).

Siamo qui da sole 24 ore e la vita russa ci ha piacevolmente (???) travolto.

Tanto per cominciare, abbiamo scoperto che il titolo del blog è più azzeccato di quanto si possa credere. Immaginate un palazzone del 1901, con stanze apribili con la sola forza del pensiero (o poco più), con misteriose stanze chiuse dall’inquietante denominazione мусоропровод (inceneritore di spazzatura, dear ladies and gentlemen.)

Tutto sommato, io e altre tre coraggiose siamo state anche fortunate, visto che la stanza è abbastanza grande. Il bagno….avete presente il peggior cesso della Scozia di Trainspotting? bene, le dimensioni sono quelle. Il colore, fortunatamente, no.

Per quanto riguarda i русские быты, abbiamo scoperto che le nostre facce devono troneggiare su almeno cinque diversi fogli timbrati e catalogati e attaccati al passaporto per evitare che l’immigrazione e l’ira divina si scaglino su di noi. A tutto questo clima di burocrazia sovietica, aggiungeteci pure che le foto vanno fatte rigorosamente in черно бело (bianco e nero!!!). Ovviamente, da fare alle macchinette automatiche. ERRRRRROREEEE! O meglio, non del tutto errato. La macchinetta c’è, e sarebbe anche abbastanza automatica se la sovietica flemma non avesse trovato un modo per rendere un’operazione idiota come fare 11 fototessere un processo meticolosamente burocraticizzato. Per fare tutto ciò, basta una babushka 60enne, che, nell’ordine:

-scrive accuratamente sulla ricevuta (ovviamente in duplice copia, che cacchio!): cognome, stazione della metro dove viene fatta la foto, tipo di foto, dimensioni e somma pagata.

-inserisce il gettone nella macchinetta, preoccupandosi di rispiegare per undici volte il funzionamento della macchinetta (lo stesso worldwide: gira lo sgabello, faccia idiota e flassssh!)

-prendere le foto appena sfornate e spruzzarle copiosamente con lacca, al fine di garantire una perfetta asciugatura di ogni singolo pixel e per far sì che le nostre facce sconvolte dal fuso orario, dall’obshejitie e dai prezzi del supermarket sotto casa sembrino quelle del perfetto sottoproletario.

E credetemi, uscire di casa alle nove e mezza per fare 10 minuti di strada a piedi e riuscire ad arrivare quasi in ritardo per l’appuntamento delle undici…да, нам возможно (eh yess we can!)

Per il resto, solita insalata in salsa russa: gente senza calze nella copiosa nevicata delle dodici, delle tre e delle cinque, limousine con ragazza bionda in vestitino, sigarette a un euro e cambio favorevole.

Vi lascio con l’ultima, ma vitale e fondamentale parola nuova del giorno:

ложка = cucchiaino (perché se hai la moka, il caffé, lo zucchero, l’acqua potabile, i bicchieri per il caffé ed è l’unica cosa che ti manca, introvabile in tutta la casa dello studente…beh, un pò ti rode.)

Sopravviveremo!!!

Franz