Qual è il problema più grande degli italiani all’estero? Come è noto, il cibo… e il titolo di questo post vi può dare una’idea delle “gustose” specialità che stiamo imparando a conoscere e apprezzare. Ma andiamo in ordine cronologico. In principio era il “Plof”: prendete otto italiani appena arrivati in Russia, metteteli in una mensa della grandezza dell’aula A1, tanto per capirci, aggiungete una cuoca simpatica a giorni alterni e condite il tutto con una sana dose di terrore per i raid della dezhurnaja. Così capirete il nostro sollievo quando abbiamo udito una parola dal suono familiare: l’onomatopeico “Plof”. Non lasciatevi ingannare dal suo nome, perché nonostante tutto è un piatto che deve essere provato almeno una volta nella vita, cosa di cui Julia non è del tutto convinta. Infatti, avendo apprezzato il Plof della stolovaja, ha commesso il madornale errore di volerlo riprovare una seconda volta, al GUM. E mentre noi ci gustavamo una patata ripiena e un’insalata russa, Julia si disperava e imprecava con tutte le espressioni idiomatiche della Dobro per il piatto troppo speziato.
Altro elemento da non sottovalutare: i famigerati Panini Surprise. Vi verranno simpaticamente offerti nella loro forma innocua e voi non saprete resistere alla tentazione di provarne uno. I primi dubbi s’insinuano al momento dell’assaggio: portandoli alla bocca, infatti, vi accorgerete del loro peso spropositato per una pagnotta comune. Il bello viene però quando li addentate: sono disponibili in molteplici versioni… Carne e crauti fanno la parte del leone, seguiti a ruota da mele al gusto di patate e patate al gusto di mele. Se pensate di aiutarvi chiedendo il contenuto vi sbagliate di grosso: otterrete solo false aspettative seguite da cocenti delusioni. Rendete più interessanti i vostri pasti, tentate anche voi la fortuna con i Panini Surprise!
Passiamo ora al piatto forte! La potnaja kotleta. Essa può ingannare con le sue fattezze simili alle kotlete tradizionali, salvo poi rivelare il suo retrogusto, come dire ascelloso! Inutile negare che gli effetti collaterali sono devastanti, tuttavia per i casi eccezionali c’è sempre Fabio Alekseevic che esordisce con la domanda retorica:”Ma non lo mangi più? Sei sicura?”. Per fortuna aveva dichiarato di aver imparato a dominare l’appetito!
Per dovere di cronaca, dobbiamo citare anche il cibo passivo. Ogni giorno, verso l’ora di cena, il bednyi Fabio Alekseevic è costretto a scappare a gambe levate dalla camera 514 per rifugiarsi in cucina. Il famigerato e ormai celebre Kotaro, infatti, è solito cucinare in un bollitore elettrico intrugli cinesi e cozze, che dopo essere rimaste per tre giorni in una bacinella emanano esalazioni mefitiche.
A questo punto vi chiederete come abbiamo fatto a sopravvivere fino ad oggi. Tranquilli! Questi sono casi eccezionali, ma dei quali bisogna essere consapevoli. Tra un errore e l’altro abbiamo anche potuto gustare le specialità delle catene Mu-Mu, Jolki Palki, Kroshka Kartoshka e Kofe Haus, oltre a prepare gustose cene italiane a base di pasta, frittata e tante verdure. A questo proposito Fabio Alekseevic dichiara: ”Non ho mai mangiato così tanta verdura in vita mia!”.
Vsego choroshego e alla prossima Surprise!
Julia, Natasha, Zarja, Fabio Alekseevic, Katenka, Lisaveta, Lenocka, Pamja
aprile 1, 2010 alle 4:51 pm
Ahahha ragazzi!!! buono a sapersi! anche se da qua ad ottobre avrò dimenticato tutti questi preziosi consigli!!!

comunque povero fabioooo!! avevo già sentito voci su questo giapponese! anche quand’ero in francia, cinesi e giapponesi la facevano da padroni nelle cucine e quella volta ero io a rintanarmi in camera con un fornelletto elettrico! paese che vai, giapponesi che trovi!!
всего хорошего a voi più che altro!!!
ciaoooo
aprile 1, 2010 alle 5:42 pm
ahaahahaah!!!!dai fabio resisti!!
aprile 1, 2010 alle 7:34 pm
vedo che il menu della “mitica” mensa non è cambiato per niente da dicembre a oggi! ragazzi io sono andato avanti due mesi a mangiare sup, kotlety, kartoshki e kompot…sarà per quello che sono andato in clinica a mosca per una sospetta colica renale?
mah! salutatemi le cuoche, soprattutto quella simpatica che c’è dal giovedì alla domenica! vsego horoshego!
p.s: che invidia leggere le vostre avventure, vorrei tanto tornare lì!
aprile 8, 2010 alle 4:13 pm
dai, dai, che la verdura fa bene!!!!!
Barbara prendi nota che a ottobre tocca a noi!
aprile 8, 2010 alle 7:37 pm
Fabio!!!!! Resisti che quando torni prepariamo una cenazza pesa!!!! (oltre a ripararti il letto, notizie dal tuo padrone di casa?) Hai desideri x il menu?