Dormitories life – жизнь в общежитии

Arrivammo, arrivamo, не беспокойтесь (non vi preoccupate..).

Siamo qui da sole 24 ore e la vita russa ci ha piacevolmente (???) travolto.

Tanto per cominciare, abbiamo scoperto che il titolo del blog è più azzeccato di quanto si possa credere. Immaginate un palazzone del 1901, con stanze apribili con la sola forza del pensiero (o poco più), con misteriose stanze chiuse dall’inquietante denominazione мусоропровод (inceneritore di spazzatura, dear ladies and gentlemen.)

Tutto sommato, io e altre tre coraggiose siamo state anche fortunate, visto che la stanza è abbastanza grande. Il bagno….avete presente il peggior cesso della Scozia di Trainspotting? bene, le dimensioni sono quelle. Il colore, fortunatamente, no.

Per quanto riguarda i русские быты, abbiamo scoperto che le nostre facce devono troneggiare su almeno cinque diversi fogli timbrati e catalogati e attaccati al passaporto per evitare che l’immigrazione e l’ira divina si scaglino su di noi. A tutto questo clima di burocrazia sovietica, aggiungeteci pure che le foto vanno fatte rigorosamente in черно бело (bianco e nero!!!). Ovviamente, da fare alle macchinette automatiche. ERRRRRROREEEE! O meglio, non del tutto errato. La macchinetta c’è, e sarebbe anche abbastanza automatica se la sovietica flemma non avesse trovato un modo per rendere un’operazione idiota come fare 11 fototessere un processo meticolosamente burocraticizzato. Per fare tutto ciò, basta una babushka 60enne, che, nell’ordine:

-scrive accuratamente sulla ricevuta (ovviamente in duplice copia, che cacchio!): cognome, stazione della metro dove viene fatta la foto, tipo di foto, dimensioni e somma pagata.

-inserisce il gettone nella macchinetta, preoccupandosi di rispiegare per undici volte il funzionamento della macchinetta (lo stesso worldwide: gira lo sgabello, faccia idiota e flassssh!)

-prendere le foto appena sfornate e spruzzarle copiosamente con lacca, al fine di garantire una perfetta asciugatura di ogni singolo pixel e per far sì che le nostre facce sconvolte dal fuso orario, dall’obshejitie e dai prezzi del supermarket sotto casa sembrino quelle del perfetto sottoproletario.

E credetemi, uscire di casa alle nove e mezza per fare 10 minuti di strada a piedi e riuscire ad arrivare quasi in ritardo per l’appuntamento delle undici…да, нам возможно (eh yess we can!)

Per il resto, solita insalata in salsa russa: gente senza calze nella copiosa nevicata delle dodici, delle tre e delle cinque, limousine con ragazza bionda in vestitino, sigarette a un euro e cambio favorevole.

Vi lascio con l’ultima, ma vitale e fondamentale parola nuova del giorno:

ложка = cucchiaino (perché se hai la moka, il caffé, lo zucchero, l’acqua potabile, i bicchieri per il caffé ed è l’unica cosa che ti manca, introvabile in tutta la casa dello studente…beh, un pò ti rode.)

Sopravviveremo!!!

Franz

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