Parola del giorno: russkaja bjurokrazija = smaronamento!

Dopo aver dormito solo qualche ora, gli impavidi eroi si avviano a espletare i loro obblighi burocratici, dal momento che ogni disgraziato che malauguratamente non sia in possesso della cittadinanza russa, venga considerato dalle estremamente gentili forze dell’ordine di questo Paese, alla stregua di un immigrato clandestino. Step one: mettersi alla ricerca di un imbucatissimo negozio di fotografia, dove una ancor più gentile signora, passando in rassegna i malcapitati con fare staliniano, realizzerà delle photoshoppatissime fototessere in sestuplice formato, rigorosamente in bianco e nero, stile “WANTED DEAD OR ALIVE” dei western, su cartoncino laccato. Durata complessiva dell’operazione: minimo due ore! Step two: trovare finalmente la facoltà e, a questo punto, convincere i sempre cortesi ohranniki (termine che identifica un energumeno post-sovietico che impiega il tempo a scrutare arcigno tutti i malcapitati che osano varcare la porta!) a farci entrare per farci registrare. Step three: incontro con Alla Nikolaevna, la locale Lorenza Rega della facoltà che, con modi inaspettatamente garbati, invita gli sballottati studenti ad accomodarsi (in dieci) in un ufficio di 2×2 dove, dietro compenso, gli studenti regolarizzano la loro presenza sul territorio russo (= ricevono la tanto agognata registrazione come studenti “immigrati”). Step four: abbonamento metro. A prima vista è un gioco da ragazzi, ma non in Russia. Eh no, perché nel Paese delle regole fai-da-te/sei-straniero-allora-ti-frego, l’abbonamento può essere sottoscritto solo in giorni e orari stabiliti di volta in volta (o meglio, in base alla nazionalità del richiedente e a come gira all’impiegata allo sportello). Step five: volete andare a San Pietroburgo in treno? E magari tornando fare un salto a Novgorod? Allora preparatevi a dover combattere con la bigliettaia della stazione Leningradskij. Non demoralizzatevi quando l’impiegata di turno da dietro il vetro dello sportello urlerà che non esistono sconti per gli studenti (perché non sarà l’ultima volta che vi capiterà). Presentate ogni sorta di scartoffia che vi hanno fatto firmare nelle 24 ore precedenti e il gioco sarà più o meno fatto. Poi preparati ad infinite contrattazioni con i direttori degli ostelli di Piter che vi spiegheranno come un malcapitato desideroso di spostarsi all’interno di questo Stato di polizia, debba sottoscrivere ogni volta una registrazione, ovviamente non gratuita, in modo da essere rintracciabile dal Mar Nero e Vladivosotok. Step six: volete visitare il Cremlino e ambite ad ottenere uno straccio di sconto? Allora siete pronti a visitare l’ameno ufficio dell’administrator, imprecare in ogni lingua della vostra combinazione sslmitiana per poi raggiungere di soppiatto un’altra cassa dove in tre secondi una gentile (e quindi forse non russa!) signora vi farà ottenere il sudato sconto sul biglietto. Da civili cittadini del mondo globalizzato vi mettete in fila – che nel frattempo ha raggiunto lunghezza chilometrica – per passare al metal detector. Giunto il vostro turno, immancabilmente l’ohrannik valuterà la vostra “minuscola” tracolla come potenziale arma di distruzione di massa e per questo vi inviterà con piglio sovietico a depositare il tutto nella kamera hranenija, situata nella parte opposto della piazza. Logicamente a pagamento! (…quando si dice “un Paese post-comunista”!). Step seven: progettate una visita allo zio Lenin per far morire di invidia i “beceri” amici comunisti a casa? Allora vi volete proprio male! È più facile essere ricevuti in udienza privata dal Papa e dalla regina Elisabetta contemporaneamente. Mettetevi in fila, al freddo, sotto gli occhi vigili di due “avvenenti” poliziotte intabarrate e armate di colbacco e gumanizator (= manganello, qui nuovo oggetto culto della demokratura putiniana!), aspettate il vostro turno al metal detector, solito deposito previo pagamento nella kamera hranenija delle vostre misere cose, ed entrerete nel tenebroso mausoleo, di corsa, in silenzio, con le mani bene in vista, a passi lunghi e ben distesi. Solo al momento dell’uscita vi renderete conto che quella figura bianca, dai contorni non ben definiti, forse era la mummia dell’”amato “ leader di un’ideologia comunista che dopo due settimane in questo Paese, avrete capito essere davvero finita!
Andrej i Francesco

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Una Risposta to “Parola del giorno: russkaja bjurokrazija = smaronamento!”

  1. Francieeeeska (o slava terrona che dir si voglia :D) Says:

    Io ve l’avevo dettooooooo. E tutti i nostri tentativi di dissuadervi non hanno avuto esito positivo solo perché siete dei grandissimi cocciutii!!!!!
    Divertitevi sotto la neve a Moskvàààà!

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