Parola del giorno: парты ин лофт (party in loft)

I nostri intrepidi eroi non si accontentano della movida della capitale attuale e decidono di esplorare quella che Katenka (ribattezzata Patty) definisce la vera capitale: San Pietroburgo! Tutto ha avuto inizio con l’acquisto dei biglietti del treno. Cosa c’è di speciale, chiederete voi? Evidentemente non siete mai stati in Russia. Un solo consiglio: non date retta ai bigliettai che vi dicono “siete giovani, prendete i posti in alto!”; non fatevi ingannare, non si tratta di posti panoramici, ma di loculi-fregatura nei quali passerete le notti peggiori della vostra vita alla ricerca dell’aria. Avete presente il film “Fievel sbarca in America”? La situazione era più o meno quella. Il binomio cuccetta=scompartimento si rivelerà illusorio, ma in compenso potrete avere una panoramica collettivista rimasta parte integrante della vita russa.
Superato l’impatto iniziale, la strada è tutta in salita. Il primo problema, non indifferente, è rappresentato dall’accesso al posto letto, più stilosamente rinominato loft. Ognuno dei nostri eroi ha elaborato una tecnica particolare per questa delicata operazione.
1. Tecnica Zarja: la nostra Zarja, non essendo molto alta, non ha avuto eccessivi problemi a salire, però, una volta raggiunta la postazione, si è sistemata nella “posizione del compagno”: una perfetta riproduzione della salma imbalsamata di Lenin nel suo mausoleo.
2. Tecnica Fabio Alekseevic: ribattezzata “tecnica del lombrico strisciante in giorni di pioggia”, consiste nell’appoggiarsi alla cuccetta con le braccia e strisciare fino in fondo. Unico problema: i piedi rimarranno per tutta la notte in corridoio ostacolando il percorso degli ignari passanti.
3. Tecnica Natasha: ribattezzata “tecnica della ballerina in trasferta”. La nostra Natasha non solo non ha avuto alcun problema a entrare nella cuccetta, ma ha addirittura sfruttato lo spazio angusto per dimostrazioni pratiche di stretching. Unico problema: servono 15 anni di danza alle spalle.
4. Tecnica Katenka: se vi sentite in vena di scherzi e volete regalare momenti d’ilarità al resto del vagone, potete tentare la fortuna con la tecnica Katenka, detta “tecnica di incastro con il materasso”, che consiste nel prendere la rincorsa con la volontà di tentare il passo del giaguaro, incastrarsi però in bilico tra il corridoio e la cuccetta, abbarbicarsi al piedistallo e creare un involtino di materasso suscitando le risa dello stordito russo dietro.
5. Tecnica Lenocka: ribattezzata “tecnica del giaguaro riuscita con successo”, consiste nello sfruttare le caratteristiche di flessibilità, aerodinamicità e compattezza per raggiungere una posizione stabile.
6. Tecnica Pamja: “il woolrich viene prima della mia stessa vita”. Consiste nell’attenta sistemazione del woolrich nell’abitacolo e, se avanza spazio, anche lei si sistema, se no niente.
7. Tecnica Lisaveta: ribattezzata “o la testa o i piedi”. Consiste nell’imitare le civette girando la testa di 180° o in alternativa tenere per tutto il tempo le gambe piegate, ovviamente di lato.
8. Tecnica Julja: questa tecnica è consigliata per la discesa. Denominata “angelo a colapicco”, consiste nel gettarsi in mezzo al corridoio con le braccia aperte sperando ci sia un Fabio Alekseevic pronto alla presa in stile Kledi.
Dopo queste premesse, se anche mai riusciste a prendere sonno, non cantate vittoria troppo in fretta. Alle 4.30 del mattino, quando il sole non è ancora sorto, sarete dolcemente svegliati da un faro a 2000W sparato sugli occhi (perché ovviamente non sei tu a decidere quando accendere la luce, Grande Madre Russia decide tutto per te). Questo è il segnale di partenza della maratona “Vince chi fa prima il letto e porta le lenzuola al capotreno”. Se però da bravi italiani ve ne sbattete altamente, potete approfittare dell’ora mancante all’arrivo per dare un party nel vostro accogliente loft.
Piaciuto il viaggio? C’è una bella notizia per voi!!! Al ritorno vi toccherà il bis, che ovviamente avrà in serbo altre surprise!

Annunci

4 Risposte to “Parola del giorno: парты ин лофт (party in loft)”

  1. Anjecka Says:

    uaahauhauahuahaaa!!!!!ora ho capito che non prenderò mai il treno di notte nella fredda,folle santa madre ruuuuuuusssia!per il resto come state ragazzuoli?bella san pietroburgo?

  2. motja Says:

    Ma quante migliaia di ore ci vogliono per arrivare a pietroburgo??
    Sembra un viaggio eterno, dal vostro racconto… 🙂
    Mi compiaccio del fatto che nemmeno le ardue condizione russe hanno distolto la pamy dal suo amore per il woolrich, resisiti stoicamente pamy!!!
    Adesso però vogliamo l’aggiornamento sul soggiorno e sul ritorno, non ci basta il viaggio d’andata!!!
    Ciaooooooo

    P.S. chapeau per “abbarbicarsi”….

  3. ladymercury Says:

    Erm…da veterana della spedizione dello scorso marzo, dò il mio personale contributo:
    Tecnica Francieskovna: poggiare un piede su uno dei malefici poggiapiedi, uno sull’altro (quello dell’altro lato del corridoio) e sperare in un miracolo mentre gli atletici figli di madre Rrrrrussia saltano agilmente sulle cuccette superiori anche da fermi. In caso di occhiate in cagnesco, replicare “Ja ne sportivnaja zhenshina” e mooooolto lentamente applicare la tecnica del buon Fabio Alekseevic 😀

  4. Varvara Says:

    oddioooo mi avevano detto che era dura viaggiare nelle loro cuccette, ma non credevo così tanto!! ahahahah!!!! io credo che userò la tecnica di Fabio Alekseevic, o in alternativa quella di Lisaveta…. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: