Parola del giorno: П как преподаватель (dove c’è una p.. sarà professore)

Lasciamo un velo di mistero sul resto del nostro soggiorno pietroburghese e passiamo a un tema che accomuna tutti gli studenti del mondo: i professori. Non fai a tempo a rallegrarti per esserti liberato per due mesi di quei quattro disperati professori SSLMITiani quand’ecco che si palesano figure ancor più inquietanti, tanto che, nostalgico, finisci per fare reincarnare la Patty in uno dei tuoi compagni di viaggio senza bisogno di sedute spiritiche, funghi allucinogeni o strisce di caramelle frizzantine.
Professore n.1 – IL BIANCONIGLIO: guida spirituale di tutti gli stazhory, il bianconiglio è la riproduzione in scala 2:1 dell’omonimo personaggio di Alice nel paese delle meraviglie. La vedrete aggirarsi per i corridoi con passo veloce e con il suo inseparabile orologio da taschino, e se siete fortunati la sentirete addirittura pronunciare la celebre frase “ой-ой-ой, я опоздаю!”. È impossibile non riconoscerla: è caratterizzata da un ciuffo canuto, incedere affrettato, atteggiamento ansioso e elevata mimica conigliesca. Metà della sua lezione è occupata da versi onomatopeici, tra i quali ricordiamo “и так и так и так и так”, “нууу”, “с’час”, “Бог-с-ним”. Non vi lascerà mai allontanare senza un “отдыхайте!”. Come si fa a non affezionarsi a un personaggio così?
Professore n.2  – LA REDUCZIA PIÙ VELOCE DELL’EST: è un professore che colpisce al primo sguardo, ma soprattutto al primo odorato: si distingue infatti per l’avvolgente profumo di dopobarba, la camicia stirata e il fermacravatta diamantato. Spicca fra gli altri russi per la sfrenata ma, ahimé, o come direbbe il bianconiglio, ой-ой-ой, fallimentare voglia di occidentalizzarsi. Il suo acerrimo nemico è però la reduczia, che ha avuto la meglio nella pronuncia del nome di un celebre pittore, Picasso, parola sulla quale, nella pronuncia italiana, secondo lui cadono ben tre accenti. I suoi tentativi sono stati molteplici: Pìcassa, Picàssa, Picassò. Altri esempi delle battaglie combattute dal nostro paladino dell’eterna lotta contro la malefica reduczia sono “Cartina”, celebre località sciistica italiana, “Sindaca”, il capo del comune, e “Fabia”, trasposizione femminile del nome del nostro Fabio Alekseevic. A questo punto potrete ben capire che il suo nome prediletto è diventato “Pamieela”, nome che ripete quella ventina di volte a lezione, disturbando i micro sonni della malcapitata che non può distrarsi nemmeno per un istante. Nonostante tutto anche lui rientra tra i nostri preferiti, soprattutto dopo che ci ha regalato un “otlicno –“ di gruppo, guadagnato sul campo sconfiggendo le stordite coreane e rendendoci, a suo dire, gli studenti migliori dell’obshezhitie.
Professore n.3 – OSSESSI, ORTODOSSI , CANOSSI, ASCESSI (potremmo inventare una sigla, facciamo… OOCA; d’altronde dove c’è una O non può che essere ossessi): È finalmente arrivato il giorno della vostra prima lezione di traduzione passiva; il professore ha un cognome italiano e pensi: “Che bello! Finalmente qualcuno che conosce la nostra lingua e la nostra cultura!”. E invece.. NO! Anche il corso di traduzione è un Panino Surprise (vedi post precedenti). Sicuramente il nostro professore avrà parlato un ottimo italiano… 50 anni fa. Questo è dimostrato dal fatto che si ostini a consigliare l’uso del verbo “perdurare nell’ammirare”, ottimo traducente del prefisso “po”. Tiene attiva la sua mente con amabili giochi di parole, anche se il suo entusiasmo viene smorzato dai rifiuti di Katenka, che si dimentica di essere in prima fila e di parlare ad alta voce. La cosa che teme di più sono le sigle, e per questo ha dedicato un’intera lezione alla strategia traduttiva che consiste nell’evitarle, o se proprio non se ne può fare a meno, inventarle. D’altra parte, è facile… Dove c’è una I.. sarà Italia… dove c’è una P.. sarà partito… dove c’è una A.. sarà atomo. Di lui lasciamo memoria di alcune frasi celebri quali “Arrangiarsi… che bella parola!” “Sapete che qui li vendono ancora i prodotti della Parmalat?”  “E lei cosa farebbe in questo caso?” e scambi conversazionali quali “Scusi professore, quindi cosa significa questa sigla?” “Beh, io di certo…. non lo posso sapere.”
Ci sarebbero altri personaggi mitologici da immortalare in questo post-documentario, quali LA SIGNORA DEGLI OLEZZI, con la sua sfera di cristallo immaginaria che predice sciagure reali, IL PROFESSOR SPUSSAVENTO, LA PROFESSORESSA HARRY POTTER, che evita qualsiasi contatto visivo con gli studenti convinta che abbiano il potere di trasformarla in pietra come Medusa.

Adesso ci mettiamo una bella A. E d’altronde, dove c’è una A, sarà un Arrivederci al prossimo post!

Questo post è dedicato alla nostra cara Natasha: bentornata in Italia, signora!! 🙂

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3 Risposte to “Parola del giorno: П как преподаватель (dove c’è una p.. sarà professore)”

  1. Natasha Says:

    Grazie ragazziiii!!!!! Mamma che ridere, ho cercato di spiegare a mio fratellino il perché della mia fragorosa risata quando ho letto “La reduktia più veloce dell’est”, ma non è stato così semplice 🙂 Caro Nikolaj, salutatemelo tanto! Io, reduce da una dormita di 12 ore, sono pronta ad varcare le porte della celebre Scuola (non so se) da noi tanto agognata!!! Domani vi saprò dire che news stuzzicanti girano per i corridoi… Intanto fate i bravi e mangiate una bulachka s korizoj per me!
    P.S.: avete imparato le parolacce da sfoderare con l’okhranik???

  2. Varvara Says:

    ahahah che figata!! che personaggi!!! e complimenti per l’accurata descrizione! molto bravi!!!

  3. motja Says:

    Il terzo è la controparte italiana di Mila, che parla il russo del 1816!!!! =)
    Chissà, magari i suoi studenti russi saranno costretti a imparare a memoria alla seconda lezione che “tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zampino” e simili utilissimi proverbi!

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