Parola del giorno: Каким мир был бы без нутеллы? (Che mondo sarebbe senza nutella?)

Dopo un mese e mezzo di quarantena nel mezhdunarodnij obshezhitie, abitato, o meglio, infestato, solo da piattole cinesi e coscione tedesche scosciate, finalmente abbiamo fatto la conoscenza di veri studenti di madre Russia autoctoni. E quale modo migliore per approfondire le nostre пиар (P.R.) se non il tanto atteso superpatriottico день победы (Den’ Pobedy)? Da non confondere con il день по педы (Den’ Po Piedi). Ma forse stiamo parlando di troppe cose sconosciute, Den’ Pobedy, Den’ Po Piedi… andiamo con ordine.

Con l’arrivo della primavera gli uccellini vengono fuori e cantano (come dice Ossessi), l’aria profuma di fiori (come dice il Bianconiglio), e i moscoviti vengono assaliti da una strana frenesia di festa. Spuntano come funghi cartelloni nero-arancione, anziani uomini addobbati di medaglie, pacchianissimi palchi e festoni e chi più ne ha, più ne metta. Tutto questo è quello che noi abbiamo soprannominato “Effetto Pobedy”, e anche noi ci siamo fatti contagiare. Per chi non lo sapesse, il день победы è il corrispettivo della nostra Festa della Liberazione, ma ampliato all’ennesima potenza e con la piccola differenza che loro festeggiano la vittoria e noi la liberazione. Il programma della giornata prevede grande parata di forze armate, bel tempo obbligatorio, naturale o indotto, e gran finale in stile con fuochi d’artificio.

E anche noi a nostro modo abbiamo partecipato a quest’atmosfera di festa. Il primo step è stato assistere alle prove generali della parata sulla Tverskaja. Il secondo step, indire la nostra festa personale sul modello russo, chiamata da Fabio Alekseevic день по педы (Den’ Po Piedi), una giornata in cui è severamente bandito l’uso di qualsiasi mezzo di locomozione compresi roller e monopattino. Terzo step, vedere la parata in tv come i veri russi che se ne vanno in dacia. Step quattro, non avendo la dacia, abbiamo ripiegato su un picnic nel parco in compagnia dei ragazzi russi sopra citati. Pic nic perfettamente riuscito, d’altronde già dai preparativi dell’insalata di riso il successo era annunciato. A parte il cibo, siamo stati conquistati dal fascino dell’ambientazione, una splendida oasi verde con vista fiume al centro (ma non troppo) della metropoli. La presenza degli autoctoni ha dato un tocco folcloristico e bucolico: ci siamo infatti intrattenuti intrecciando corone di fiori (fase alla quale Fabio Alekseevic ha preferito non partecipare, optando per un panino alla Nutella per ingannare il tempo fra una lotta con il drago e l’altra, vedi foto su facebook), imparando con successo a giocare a giochi russi con la palla e con un po’ meno successo a giochi di carte. Abbiamo conquistato così tanto il cuore degli autoctoni che ci hanno invitato ad andare la sera al Saliut. Reazione all’invito: (CAPITOLO SETTIMO, DIALOGO – rumoroso respiro – UNO: invito al Saliut) Maša -Ragazzi, questa sera possiamo andare al Saliut!! Elisabeth – Sì, dai, che bello!! Maša – Ok, allora ci vediamo alla metro! Elisabeth – Oh, ragazzi, avete sentito? Questa sera tutti al Saliut!! Gli altri (con sguardi interrogativi e dubbiosi) : Elisabeth, ma tu sai che cos’è questo Saliut?? Elisabeth: No, mai sentito. Ma posso informarmi.
Dopo lunghe trattative abbiamo capito che si trattava semplicemente dei fuochi d’artificio conclusivi del Den’ Pobedy. Step cinque, assistere all’ora di cena a un temporale passeggero (particolare da ricordare per gli step successivi) mentre mangiavamo la montagna di insalata di riso avanzata a pranzo. Step sei, assistere finalmente al Saliut esclamando “Ooooooh” alla russa ad ogni fuoco sparato, dopo essersi conquistati un posto tra la folla esagitata. Abbiamo visto gente con la faccia dipinta dei colori della bandiera russa, ricoperti di spillette, che sventolavano con patriottismo i colori della loro nazione. In Italia una partecipazione simile ce la si può aspettare solo in seguito alla vittoria ai mondiali. Step sette, raggiungere la metro per tornare a casa. Più facile a dirsi che a farsi. Quando vedi una fiumana di gente che corre in direzione opposta alla fermata della metro più vicina, quella a cui stai andando tu, ti aspetti diverse spiegazioni. Quello che non ti aspetti è che il tuo Den’ Pobedy non è ancora finito e anche se mancano pochi minuti alla mezzanotte devi ancora affrontare la prova più grande. Un po’ confusi, chiediamo spiegazioni ai nostri amici russi, i quali ci spiegano che per motivi di sicurezza dobbiamo fare dietrofront e raggiungere un’altra stazione della metro. Tu pensi: “Cosa vuoi che sia? Ci facciamo quattro passi verso casa!”. Nello stesso istante in cui lo pensi ti volti e tutto quello che vedi è una montagna di fango (e qui torna utile il particolare del temporale), sopra la quale si stanno arrampicando uomini, donne e bambini. Fabio Alekseevic, temerario, vuole spianare il cammino alle sue donne e decide di partire in quarta verso la meta, senonché… CAPITOLO SETTIMO – DIALOGO – rumoroso respiro – DUE: Katenka – Ragazze, ragazze, guardate là, ce n’è uno che sta scivolando all’indietro!! Julia – Oh poverino!!! (sguardi attoniti e preoccupati verso il povero ragazzo) (osservando con attenzione) Julia – Ma quello è Fabio!!!! Nonostante questo momento di défaillance, Fabio ha poi recuperato punteggio aiutando, insieme a uomini di Madre Russia, le ragazze a salire fino alla vetta. Siamo stati tutti colpiti dalla disponibilità e dall’atmosfera di cooperazione e abbiamo poi fatto ritorno a casa. Morale della giornata: La vera победа (vittoria) è stata la conquista della vetta!

Fabio Alekseevic, Lenocka, Katenka, Lisaveta, Zar’ja, Julja, Pamja

Annunci

3 Risposte to “Parola del giorno: Каким мир был бы без нутеллы? (Che mondo sarebbe senza nutella?)”

  1. Natasha Says:

    Ma state scherzando??? INCREDIBILE quante cose possono succedere nel den’ pobedy!!! Fabio, mi hai procurato due minuti di risate convulse e fragorose per la tua performance! Vorrei aggiungere che quindi bisogna ringraziare i retaggi sovietici di collettiva collaborazione se siete riusciti a raggiungere la vetta! A volte, quindi, possono tornare utili 🙂 Ma ero curiosa di sapere se il mitologico nachal’nik è passato a controllare se le camere erano in ordine o no!

  2. Varvara Says:

    ahaahahaaha!!! grandi ragazzi!!!! buon per voi che avete passato questa bellissima giornata! noi qui stiamo preparando l’esame della deotto… :(((
    bene anche che avete fatto amicizia con gli autoctoni!! e soprattutto che avete parlato con loro! io non credo che ci sarei riuscita… 😀

  3. arcipelagoobshejitie Says:

    Del nachalnik non si è vista ombra.. Era tutto un bluff!! E se anche è passato, ha trovato gatti di polvere e bottiglie di birra (sì, sono ancora nell’armadio!), abbiamo boicottato le pulizie Pobedy!
    In bocca al lupo per la deotto!! E teneteci informati che toccherà anche a noi! (Barbara, pubblicaaaaaa)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: